Quote

Nov 4, 2009
@ 4:45 pm
Permalink

In teoria bisognerebbe per prima cosa definire cosa significhi nell’era del Web essere sociali. Ma non credo che ci possa essere molta differenza con l’essere sociali nel mondo analogico. Ascoltare: ecco cosa vuol dire per me essere sociali. Ovviamente un motore di ricerca è quanto di più asociale possa esistere sul pianeta Terra: ecco perché devi badare alle persone, parlare la loro lingua. Confezionare contenuti di qualità: poi arriverà Google, ma non deve essere un’ossessione. Assieme a questa capacità, possedere anche quella di discernere il buono, dal mediocre o pessimo. Che in Rete non mancano di certo: basta farsi un giretto, vero? Semplificando, i media stanno perdendo consenso perché non sono più capaci di prestare attenzione a quanto accade. Hanno occhi e orecchie solo per sponsor e poteri forti. Il che probabilmente non è nemmeno un male; se occorre far quadrare i conti, diventa inevitabile stringere accordi con chi paga le bollette. Il problema nasce, e si sviluppa prepotente, quando spedisci in soffitta la tua capacità di distinguere: perché i conti diventano la tua bussola. Quindi ascolti, ascolti, ascolti: alla fine, dai retta solo ai forti. A chi si presenta con argomenti “convincenti”, e li assumi senza più discernere alcunché. La moria di blog (almeno: sembra che sia in corso), si sviluppa perché spesso le persone mettono se stesse al centro, e poi attendono gli onori. Che non arriveranno mai, esatto. In parte perché occorre tempo: riuscire a conseguire risultati appena decenti è tutt’altro che immediato. Poi, è necessaria la passione: quella che ti spinge a produrre, ad agire, anche quando vorresti piantare tutto. Però tu credi in quello che combini, poco importa se non ottieni alcun successo, e i riscontri sono minimi. Bisogna convincersi che essere sociali è qualcosa che si impara, e sul Web è forse meglio impararlo in fretta, o si soccombe. Non è però una socialità magari alienante o alienata, come si legge in giro. Perché ci sono uomini e donne, separati spesso da distanze geografiche notevoli, che volentieri si incontrano, e provano ad immaginare percorsi differenti. Là dove si vede solo stanchezza e rassegnazione.

Essere sociali è una faticaccia (via niente)